mercoledì 5 gennaio 2011

Tutta la vita davanti


è arrivato l'anno nuovo, buon 2011!, eppure i propositi da me formulati allo scadere della mezzanotte non sembrano neppure essersi incanalati sulla strada della realizzazione. Forse qualcuno lassù - c'è qualcuno?? - si è accorto della mia scarsa risolutezza nel formularli, nel non crederci abbastanza... cosa realizzare? dove andare? e su chi contare??? vuoto..................credevo di non essere così sola eppure lo sono, credevo di non essere tanto fragile, di riuscire a giostrare le cose con la forza della mia mente 'illuminata'. invece è proprio la mia esaltata mente a esercitare un controllo serrato su me stessa. Sono caduta tante volte fino ad oggi,ma mi sono rialzata, anche se a fatica. ora sono giù sulle ginocchia, incapace di mettermi in piedi, di vedere quei tanti supporti a cui potrei aggrapparmi per trovare quella spinta necessaria alla riabilitazione. e poi monta la rabbia dentro di me, bambina viziata incapace di valutare oggettivamente la realtà in cui sono immersa: grido 'idioti' a tutti coloro che scorgo nei miei paraggi, ergendomi a giudice di chi considero idiota o superficiale semplicemente per mascherare un bisogno di godere di quella stessa leggerezza che critico apertamente. Essere vivi ma non riconoscerlo, non saper respirare e andare in giro con il naso tappato..la mia è un'apnea che dura da troppo tempo, autoindotta. l'equilibrio malsano da me costruito si è iniziato a incrinare, vedo fantasmi che mi tormentano e che nessuno percepisce come possibili. Voglio che tu, chiunque tu sia, mi mandi un cenno di assenso, che mi dica che anche i miserabili come me hanno tutta una vita davanti, una shining life che li attende. sul tappeto rosso.

sabato 27 novembre 2010

scrivere per essere vivi


é da un pezzo che non scrivo, da quando ho lasciato l'india, precisamente 8 mesi fa... ho ancora un nodo alla gola, mi sento nuda senza la 'Mia India'! ma quanto quel paese mi appartiene in fondo?? Sono stata, e sarò sempre, una straniera in india, una donna bianca, doppia qualifica (squalifica??) per essere considerata diversamente dal resto della janta...eppure quelle emozioni che ho sentito sul suolo indiano non si sono più risvegliate in me...il desiderio di svegliarsi per mettersi ogni giorno in gioco,in discussione, e scoprire quanto vale la pena vivere, non si fa più avvertire :( eppure oggi sento il bisogno di scrivere, di aprirmi a chiunque voglia ascoltarmi. dentro di me c'è come un vuoto, una pagina scomodamente bianca, devo capire se vale la pena riempirla; lo spazio vuoto mi imbarazza, mi mette a disagio...il silenzio comunica troppe cose, verità scomode con cui non sono pronta a fare i conti. Per quanto tempo potrò ancora ingannare me stessa? dovrei smetterla di temporeggiare, assolvere me stessa, smetterla di giudicarmi. non sono su un palcoscenico a recitare un ruolo, la vita non può ridursi a questa finzione!! continuo ad agitarmi, a girare su me stessa come se avessi una benda sugli occhi e credessi in realt di essere cieca dalla nascita: la vogliamo togliere o no questa benda?? quando? la paura di essere folgorata dalla bellezza della vita, dalla luce che si irradia intorno a me, mi blocca. Shit!! codarda che non sei altro! agisci!!!! questa volta voglio provarci, smettere di scappare lontano da me, accettare le mie forze e debolezze, provare a respirare..si, respirare. chi l'ha fatto mai?? la cosa che ci tiene in vita, il respiro, la cosa per me più difficile da fare...inalare l'aria, per poi rilasciarla dolcemente, in uno scambio con la natura..sintonia primordiale da non dimenticare. Ho scoperto quanto la scrittura sia importante per me, le dita si muovono da sole sulla tastiera, il vortice dei miei pensieri si tramuta in parole che si fissano sulla pagina senza che la mia mente faccia in tempo a bloccarle. la libertà della scrittura, il riscoprire se stessi fuori da sè...che magia!

sabato 20 marzo 2010

Last week in Mumbai: chissà se ci sarà un ritorno!


Eccomi qui ad impacchettare tutta la roba che ho portato a Mumbai 8 mesi fa: si ritorna alla base, ci si prepara a salutare tutte le splendide persone che mi hanno accompagnato in quest'avventura..che non ho concluso come avrei voluto: alla fine il senso del dovere è prevalso anche in India, dove le regole dovrebbero avere un valore relativo. Mi porterò dentro sensazioni indescrivibili, mi sentirò incredibilmente sola in un mondo che mi fa stare male e che pure mi sta chiamando. Chissà se ci sarà un ritorno, chissà se alla fine il mio posto è questo!! Di sicuro, di pwrsone così interessanti e vive non ne ho mai incontrate, sarà a passione per ciò che è estremo ad unirci...forse la febbre che mi ha colpito in questi giorni è simbolo del tormento che mi porto dentro: partire o restare, fare ciò che Deve essere fatto o continuare a lasciarsi spingere dalla corrente?? di sicuro voglio prendere la mia vita in mano, voglio almeno provare a raggiungere un equilibrio che sembra non esserci..Poi magari riuscirò ad apprezzare di più quello che l'India mi ha offerto e mi offre ancora. C'è proprio il bisogno del ritorno per rimettere in ordine le priorità della mia vita. Già so che il giorno della partenza salirò sull'aereo con le lacrime dentro, consapevole di ciò che lascio. Eppure sono tanti i segnali che mi fanno credere di aver fatto la scelta giusta per il momento: riflettere a mente fredda sulla direzione da imboccare, per essere più serena e continuare a sognare.

lunedì 1 marzo 2010

Mediamente isterica

Mi chiedo se sia un caso che il mio ritorno di interesse per il libro di sri Nisargadatta Maharaj, "Io sono quello", coincida con la mia crisi di identita' dell'ultimo mese..mah! Questa volta l'India, anziche' schiarirmi la mente, mi ha aiutato a complicarmela...acque torbide, inquinamento acustico e ambientale...e io non so piu' cosa voglio e cosa fare per ottenerlo. Forse l'India non e' il MIO posto, forse non esiste il MIO posto...essere apolidi ma soffrire per questa condizione, spostarsi di continuo come gli zingari continuano a fare...e ritornare alla base quando la confusione raggiunge un apice non piu' tollerabile. Le decisioni sono sempre sofferte, ma a questo punto l'italia mi impone di tornare. per fare cosa? non sottrarsi alle proprie responsabilita', ascoltare i segnali del corpo e rispettare i bisogni fisiologici dello stesso...Tornero' per poco, almeno spero..il viaggio e' di sicuro la mia dimensione, la ricerca, lo stato che preferisco...non voglio piantare radici da nessuna parte, ma danzare da un punto all'altro del globo mantenendomi leggera. Voglio continuare a sentirmi farfalla, a librarmi nell'aria assaporando il nettare dolce che ogni fiore e' capace di offrire. A volte il gusto si rivela amaro, ma di sicuro anche quel sapore ha in se' qualcosa di unico. Mi mancheranno i compagni di viaggio con cui ho condiviso parte del mio percorso, la magia delle serate trascorse insieme a parlare di quanto la stessa passione per l'india ci lega. Mi sentiro' incredibilmente sola, incapace di esprimere quello che mi porto dentro, consapevole di non essere capita da chi l'India non ha mai provato a capirla. Eppure la sicurezza di tornare e ritrovare un ambiente cosy, punteggiato da tante piccole stelle, mi dara' la forza di guardare avanti e di agire con determinazione.

venerdì 19 febbraio 2010

Apro gli occhi e vedo te, BHARAT

C'è chi si immerge nel sacro Gange per sentire l'India autentica, chi si rinchiude in un ashram (vedi quello di Osho a Pune), c'è chi si sottopone a massaggi ayurvedici di tradizione locale ma dal prezzo western-style e chi, come me, per non perdere il contatto con l'India più genuina si accontenta di passeggiare tra i bazar e le viuzze interne. Esco di casa ancora assonnata, le strade sono già piene di gente che lava le macchine con panni che più sudici non si può, che compra bhindi e phul gobhi, che esce da chiesa con l'anima più serena ma la mente piena di pregiudizi (come sono razzisti i cristiani in India!!), che sposta l'immondizia da un angolo all'altro dei vicoli (ma dove la porteranno mai questa immondizia??) L'odore dal pane appena sfornato mi avvolge, gli uomini vestiti in lungi che passeggiano con lo spazzolino da denti in bocca mi fissano sbalorditi, penseranno, " ma cosa ci fa una firangi in questo posto?" Io mi sento completamente a mio agio, solo i topi morti spiaccicati sulla strada mi fanno un pò ribrezzo... é incredibile quanto gli indiani cerchino di essere puliti addosso e nelle loro case e quanto siano incuranti dell'ambiente esterno: dalla soglia di casa in poi l'atmosfera cambia, no scarpe ai piedi, no cianfrusaglie, incenso e puja giornaliera a Ganesha e via dicendo, ma fuori è il delirio: la plastica, ahimè, è arrivata anche qui, e tutti ne vanno matti... Le samosa calde del tipo all'angolo tra Hill road e Bazar road non le ho ancora provate, ma mi fanno troppo gola, prima o poi cederò, tanto una colonia di batteri ha già preso residenza nel mio povero stomaco :) Il punto più critico sta nell'attraversare S.V. Road: Napoli è un'oasi di pace a confronto! Alle 7.30 del mattino c'è un traffico pazzesco, e se non muovi le chiappe, Kaput! e poi c'è l'autobus locale che costa solo 6 rupie: sali al volo e, a seconda del numero che prendi, ti trovi a far parte di un diverso gruppo sociale. Il più local è il 56, che passa per Dadar, è zeppo di donnine in sari, con i gelsomini nei capelli e i churi luccicanti, che si recano al mercato a comprare methi e palak. La loro size varia dalla XS alla super large, come pure la lunghezza dei baffi.. Il bus più di classe è l'83, è nuovo, con la scritta luminosa e la carrozzeria ancora shining. I passeggeri sono quasi tutti impiegati di Down town o studenti universitari. Dopo una ventina di minuti in cui mi diverto a guardarmi intorno, arrivo a destinazione: l'ufficio, la Indo-Italian Chamber of Commerce! Entro, non c'è quasi nessuno...ma l'odore del latte bruciacchiato dimenticato sul fornello mi accoglie e mi spinge a iniziare una nuova giornata lavorativa:)

sabato 6 febbraio 2010

deep feelings


Essere a casa ma non sentirsi a casa...vivere perennemente in movimento, correre con la mente senza ascoltare il corpo. Mi sento stanca, un pò delusa da me stessa, eppure mi ritengo fortunata: è come se fossi un astro di luce riflessa, mi circondano persone interessanti, che mi fanno sentire viva. La famiglia non si sceglie, per fortuna mi è andata piuttosto bene...ma gli amici si, e posso dire che sono da favola:) persone che sono entrate in punta di piedi nella mia vita e che hanno modificato la mia prospettiva - del bicchiere mezzo vuoto- sulle cose. Non sentirsi giudicata ma accettata, trovare nell'altro ciò che si sente e che si teme di esprimere per non sentire il giudizio di chi spesso non capisce. Ci muoviamo sulla stessa lunghezza d'onda, la spontaneità ci permette di vivere a pieno le esperienze che ogni giorno ci riserva. Torino è stata una sorpresa: solita città grigia, neve sulle strade...ma ecco che compaiono dei folletti magici, degli elfi portatori di tanta energia positiva!! Simone, Davide, Greta, Pankaj, Luciana, Costanza, Giorgia, Giulia... Ritrovarsi a sorseggiare un bicchiere di vino e a scattare foto ricordo, chiacchierare come se ci conoscessimo da anni. Sentire quel calore che solo chi vuole bene incondizionatamente riesce ad emanare. Che strano, faccio l'insegnante ma sono quasi sempre io ad imparare da chi mi ascolta!! Il punto di vista degli altri mi sta aiutanto a maturare una coscienza critica, e a contare fino a dieci prima di etichettare le persone come se fossero merce esposta in una vetrina. Niente è come sembra, niente è come appare...anche la sofferenza che spesso mi porto dentro sta diventando piacevole, proprio perchè so che non ho bisogno di fingere e di nasconderla. Non più sorrisi di convenienza, ma forti sensazioni, emozioni sincere che mi legano alla vita.

giovedì 28 gennaio 2010

Piccole donne crescono: perdersi per sentirsi vivi


Questa e' la storia di una bambina che impara a camminare con le proprie gambe. Questa e' la storia di una bambina che si era sempre rifiutata di crescere e che sta scoprendo che prendersi un po' di responsabilita' non e' poi cosi' male. La bambina cade, si fa male, piange, ma poi si rialza e con un sorriso continua a percorrere la sua strada. Non e' una strada rettilinea, anche se passeggia spesso su Hill road :) ma e' un intrico di viali che si intersecano per poi apparire indistinguibili. A scuola ci hanno sempre ripetuto di non deviare dalla retta via, di non lasciarci avvolgere dalle tenebre dell'ignoto...[citando Dante: nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai in una selva oscura, che la dritta via era smarrita]..ma l'ignoto deve sempre provocare tanta paura e diffidenza?? La bambina si sente stimolata dalle scoperte, dall'incontrare personaggi rocamboleschi che condividono con lei la propria arte di arrangiarsi. Niente e' piu' frustrante di trovare vicoli ciechi che rallentano il proprio procedere, ma di sicuro non e' un muro di cemento a poter annacquare la voglia di mettersi in duiscussione che la bambina ha ben radicata dentro di se'.
Accettare cio' che la giornata riserva e' piuttosto frustrante; vivere degli attimi di solitudine e incomprensione quando fuori il mormorio non cessa fa davvero incazzare...eppure sono lezioni di vita, la bambina diventa una giovane donna, la larva si trasforma in una farfalla. Cosa resta da dire? bisogna non cadere in trappola, non dare ascolto a chi vede le cose solo in bianco e nero. La malinconia dovrebbe essere accettata come il completamento di cio' che procura entusiasmo. Sto diventando la scrittrice di me stessa, sono un personaggio che si agita sulle pagine di un romanzo appena all'inizio. Le cancellature sulla pagina sono innumerevoli, ma il messaggio che voglio trasmettere a me, e poi a chi mi conosce, non puo' essere frainteso. Perche'? perche' ognuno vi puo' vedere quello di cui ha bisogno per continuare a camminare, passo dopo passo, senza contare i chilometri che ci separano da una meta che esiste solo nella nostra mente. Il viaggio rende vivi, il pensiero di arrivare non fa altro che tacitare le insicurezze di una mente che rumina su se stessa.